Una aurora boreale vista da Bergamo

30 luglio 2000

In questi mesi il Sole si sta avvicinando al massimo del suo ciclo undecennale di attività. Aumenta il numero di macchie solari e di fenomeni eruttivi, e dunque anche la quantità di particelle che investe la Terra. Tali particelle sono normalmente deviate dal campo magnetico terrestre, ma se il fenomeno è abbastanza intenso, esse possono penetrare nell’atmosfera dove incontrano gli atomi di ossigeno e di azoto, ionizzandoli. Questo processo dà luogo a magnifici drappi luminosi di colore rosso o azzurro: sono le aurore boreali.

Il 14 luglio alle 10:24 UT si è verificato un brillamento solare, vale a dire una emissione violenta di materia e radiazione. Dal gruppo di macchie solari etichettato col numero 9077 si è liberata, come ci si aspettava da alcuni giorni, una notevole quantità di energia.
La fortuna ha voluto che il fenomeno avvenisse proprio in direzione della Terra, come registrato dal satellite SOHO, il nostro avamposto per studiare il Sole, posto a 1,5 milioni di km da noi.
Circa 15 minuti dopo, i protoni emessi dal brillamento hanno investito la sonda, infatti le immagini appaiono disturbate da rumore granulare. questo fenomeno è stato il più intenso mai registrato dal satellite dal 1995.
Incidentalmente, si noti la lieve rotazione del Sole nell’arco delle 2 ore e mezza illustrate nel filmato.

Pochi minuti dopo il brillamento, un altro strumento a bordo della SOHO ha registrato l’emissione di una ingente quantità di materia: 10 miliardi di tonnellate di materiale solare che si sono dirette verso il nostro pianeta alla velocità di più di 6 milioni di km/h !
Il disco bianco rappresenta il Sole, opportunamente schermato da un disco opaco per evitare l’abbagliamento dei sensori. La “bolla” emessa dal Sole sembra coinvolgere l’intera stella, in realtà è un effetto di prospettiva, dato che l’emissione è rivolta nella nostra direzione.
Anche in questo caso l’arrivo delle particelle presso la sonda ha disturbato notevolmente le riprese.

Nel frattempo il gruppo “Aurora alert” su internet si era attivato per monitorare la situazione. In rete si potevano consultare in tempo reale i dati relativi al flusso di particelle dal Sole, che aumentavano sempre più nella serata del 15 luglio. Un sistema di allerta via SMS basato sul sito GoingTonight, ci avrebbe avvisato in caso di aurora. Poco dopo la mezzanotte del 16 luglio, sul display del mio cellulare compariva la scritta “AURORA!!” e mi precipitavo fuori con la macchina fotografica. Incredulo, vedevo chiaramente che l’orizzonte Nord non era affatto buio ma era … rosa!! Una tenue velatura, ma chiaramente si trattava di una aurora boreale, vista a 45 gradi di latitudine.

La notte del 16 luglio alle 00:28 TMEC ho scattato questa fotografia dal giardino di casa: documenta l’arrivo nell’atmosfera terrestre del materiale emesso dal Sole. Purtroppo la Luna quasi piena ha reso il fondo cielo molto luminoso, e dunque l’aurora non è risultata molto contrastata, tuttavia sono visibili nella fotografia alcuni filamenti, un poco inclinati rispetto alla verticale. Il fenomeno è durato alcuni minuti. Posa di 10 secondi su pellicola Fuji 200 ASA senza cavalletto. Obiettivo da 50 mm f/1.9.
Le aurore boreali alle nostra latitudini sono un fenomeno molto raro, fortunatamente grazie ai moderni mezzi di comunicazione, si può monitorare in diretta l’intensità dei fenomeni aurorali (http://sohowww.nascom.nasa.gov/).

Addendum: undici anni dopo ci si apprestava a ripetere l’esperienza, sfruttando gli smartphones che permettono di rimanere collegati ad internet anche in luoghi impervi. Con la possibilità di prevedere l’evento, ne sarebbero risultate foto bellissime, ma stranamente la nostra stella … non si è risvegliata dal letargo!
Infatti il picco del ciclo solare numero 24 (sono contati a partire dal 1755, quando si cominciò a registrare scientificamente l’attività del Sole) è risultato appena la metà del valore medio. Di conseguenza, nessuna aurora è stata visibile dalle nostre latitudini.
Appuntamento al 2022, allora!